
Grotta Segreta
Scoperta nel 1987 da Antonio Arcucci, è costituita da una cavità passante che si trova intorno ai 38 metri di profondità. L’ingresso della grotta è completamente avvolto dai grandi rami delle gorgonie rosse, mentre la volta è tappezzata da spugne di vario colore, ma la bellezza di questa cavità è ulteriormente rafforzata dalla presenza di migliaia di gamberi Parapandalus, che fuggono in ogni direzione quando vengono disturbati dalla luce dei fari. Molto belle sono pure le cavità che si incontrano durante la risalita, oltre alla presenza quasi costante di pesci pelagici.
Faraglione di Fuori
Durante la discesa ci troveremo a nuotare lungo una parete ricca di gorgonie rosse, e in cui si apre un’interessante cavità dove sovente si nascondono mustelle e corvine. A fine immersione suggestivo è nuotare nel fondo del canale che si apre tra i due faraglioni, e che appare sotto la luce dei fari completamente tappezzato di Parazoanthus. Ma bisogna prestare sempre attenzione alla corrente che in certi giorni può manifestarsi impetuosa.

Gradola/Grotta Invisibile
A pochi metri dalla famosa Grotta Azzurra, troveremo tutto ciò che di più bello e colorato il mare dell’isola può offrire. Le immancabili Paramuricee che si alternano ai ventagli delle gorgonie gialle, le trasparenti Claveline che formano diafani grappoli su vecchi brandelli di rete o di nasse ed un mare dalla trasparenza incredibile. In questo fondale si apre anche l’ingresso della grotta Invisibile scoperta quest’anno dalle guide del diving.
Si tratta di una grotta fantastica grazie a i giochi di luce che il sole vi crea nel suo interno ed anche per la presenza di migliaia di gamberetti e di vari esemplari di Alicia mirabilis che si ammirano nel loro splendore soprattutto durante le immersioni notturne.
Secca del “Guarracinaro”
É un’imponente secca con il cappello che sale sino a 15 metri, e prende il suo nome dall’incredibile quantità di Anthias (in caprese guarracini rossi). Infatti l’abbondanza di questi eleganti pesci rosa, crea fantastici “muri viventi” poiché talvolta sono così fitti, che arrivano persino a nascondere la parete o il compagno d’immersione. L’esplorazione del primo tratto di questa secca non è esclusivo appannaggio dei sub esperti, infatti, sarà possibile trarre piena soddisfazione dall’immersione anche non oltrepassando i 25 metri di profondità, quota dove con un po’ di fortuna incontreremo la simpatica “Natalina”, una grande cernia oramai abituata alla presenza dei subacquei.

Punta Carena
Una discesa a Punta Carena riassume tutte le caratteristiche più belle dei fondali capresi.
Come suggerito dal nome stesso del luogo, la morfologia subacquea ricorda infatti la carena di una nave capovolta, e l’immersione inizia proprio sotto il Faro, per poi seguire la sommità del pianoro sino ad arrivare tra i 25 e i 30 metri, quota da dove incomincia una bella cigliata. Qui è possibile individuare tutte le forme di vita bentonica tipiche del Tirreno, compreso alcuni rami del raro corallo nero, oltre ad incontrare una quantità notevole di pesci pelagici, come branchi di aguglie, ricciole, pesci luna, sgombri o com’è successo varie volte allo staff del diving, persino uno splendido esemplare di squalo volpe.
I subacquei tecnici potranno poi scendere ancora più in profondità raggiungendo a 60 metri la base della parete, dove l’ambiente appare ricco di meravigliose gorgonie rosse dalle punte screziate di giallo.
Parete Traliccio/Traliccio
Qui la parete precipita bruscamente fino ad una ventina di metri di profondità, per poi tra i 20 e i 25 metri creare un gradino pianeggiante, oltre il quale la scogliera riprende a cadere verticale sino a 50 metri. A questo punto si sceglierà la quota più congeniale all’esperienza, visto che oltre questo salto la vita si sviluppa ovunque rigogliosa con la stessa intensità. Sulla parete si aprono infatti numerosi anfratti con i bordi costellati da spugne ed enormi rami di Paramuricee, che per la loro bellezza offrono splendide inquadrature fotografiche. Ma il punto più interessante di quest’immersione è un gigantesco traliccio metallico adagiato sulla sabbia a circa 55 metri, dove il suo scheletro, è stato ormai ricoperto da una vita bentonica talmente rigogliosa che molti subacquei l’hanno paragonato ai resti del villaggio “Precontinente” di Cousteau, ancora oggi visibile tra i coralli del Sudan.
Moltissime gorgonie rosse con punte gialle, spugne Axinella e stelle pentagono creano un ambiente unico ed indescrivibile, riservato però nella zona più fonda esclusivamente a subacquei tecnici.
Punta della Chiavica o Tiberio
Conosciuta dai più, erroneamente come Capo di Tiberio, è un’immersione che riserva sempre particolari sorprese, infatti iniziata la discesa si segue una parete ricca di gorgonie gialle e Paramuricee, per poi arrivare sul fondo sabbioso alla quota dei 40 metri. Proprio alla base di questa scogliera sovente si trova mimetizzata tra il sedimento una gigantesca rana pescatrice, mentre in risalita osservando con le torce l’interno dei numerosi anfratti, sicuramente incroceremo lo sguardo di qualche particolare ospite, come gattucci, aragoste e vari gamberi.

Scoglio Marcellino
Si tratta di uno scoglio situato lungo la costa tra Marina Piccola e Punta Carena, dove, iniziata l’immersone incominceremo a seguire una parete che offre supporto alle colonie di Astroides, brozoi, anellidi e tanti altri animali sessili, che costituiscono ottimi soggetti per le riprese di macrofotografia. Scendendo più in profondità si possono ammirare nella roccia calcarea numerose spaccature che ospitano intere famiglie di Apogon, vari serranidi, ed una discreta presenza di saraghi. Alla base della parete non è raro incontrare nascosto tra le rocce, qualche grosso esemplare di scorfano e addirittura il raro gattuccio.
Per i sub tecnici, ai piedi della parete verso i 50 metri, troviamo un magnifico arco ricco di vita bentonica denominato l’archetto del Duca dal soprannome della guida che lo trovò 10 anni fa.
Punta Masullo (Malaparte)
L’immersione inizia proprio sotto la famosa casa dello scrittore Curzio Malaparte, dove troveremo un fondale ricoperto da spugne gigantesche ed anfratti sempre ricchi d’inaspettate sorprese, come murene, aragoste e grossi scorfani.
Doppiando la punta a 30 metri di profondità si raggiunge la Grotta dei Gamberi, ed una parete ricca di gorgonie gialle, spirografi e Parazoanthus.
Grotta Fantasma
É una grotta a pochissimi metri di profondità e con una bolla d’aria nel suo interno, infatti tolta maschera ed erogatori, possiamo ammirare numerose stalattiti e stalagmiti che abbelliscono le pareti e la volta. Questa grotta è così chiamata perché durante particolari condizioni meteorologiche, nel suo interno oltre a sentire un rumore simile ad un lamento, va e viene una coltre bianca che per pochi secondi crea un effetto nebbia.
Terminata l’esplorazione della grotta l’immersione continua all’esterno della grotta, lungo una parete ricoperta da gorgonie gialle e ricca di altre cavità.
Grotta Verde
Se si sceglie un’immersione a bassa profondità, questo luogo è uno dei più belli di Capri, infatti a circa 10 metri si apre un ampio tunnel sommerso con la volta interamente ricoperta dalle sgargianti colonie di Astroides e da una grande varietà di spugne. Inoltrandoci ancor più nel suo interno, sul lato sinistro si possono ammirare alcuni grossi Cerianthus che s’innalzano dal fango ed una quantità incredibile di gamberi trasparenti. Uscendo poi dal tunnel e nuotando verso destra, scorgiamo un ampio arco traforato da diverse aperture che ci riporta verso il punto dove abbiamo iniziato la discesa e qui, si possono sorprendere grandi spirografi e nelle fessure della roccia vari gamberetti.
Grotta Bianca
Dal mare una scalinata sale lungo la parete ed entra nella parte superiore della grotta ricca di stalattiti, e dalla quale si può avere una bella vista panoramica della costa. Sott’acqua è interessante invece l’esplorazione dell’ampio sistema di grotte e cunicoli che si aprono nella tenera roccia calcarea, dove nell’oscurità si nascondono varie specie di pesci e crostacei. Non sarà quindi difficile scorgere con la luce delle torce, corvine, mustelle, galatee e magnoselle. Bisogna in ogni caso essere sempre prudenti nell’addentrarsi in queste cavità ricca di corridoi e passaggi, ed assolutamente mai senza la compagnia di una guida esperta, anche se la profondità rimane intorno ai 10 metri.
